Educatore accusato di violenza a danni di una infrasedicenne ospite della casa famiglia. Rinviato a giudizio.

di Helene Benedetti

San Salvo- La casa famiglia “Alidoro” del Comune di San Salvo (CH) ospita minori dai 3 ai 18 anni in stato di bisogno temporaneo o permanente. Nella struttura dove i minori dovrebbero essere protetti si sarebbero invece consumate  violenze sessuali, proprio da parte di un educatore 36enne ai danni di una 15enne ospite.

La tragica vicenda è avvenuta nel periodo compreso tra il mese di agosto e quello di dicembre 2008. All’epoca dei fatti, la ragazzina, non era ancora 16enne, ha subito abusi sessuali da parte del termolese P.D. che, approfittando del suo ruolo di educatore, scambiava con la giovanissima effusioni amorose e rapporti sessuali completi.

La ragazza, ora maggiorenne, si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Nicola Artese del Foro di Vasto. Respinta l’istanza di incidente probatorio avanzata dalla difesa, in accoglimento della richiesta del Procuratore della Repubblica Francesco Prete, P.D. è stato rinviato a giudizio per l’udienza collegiale fissata al prossimo 6 dicembre.

Fatto salva la presunzione di innocenza dell’imputato, che all’epoca dei fatti era coordinatore di detta struttura, è desolante constatare che in strutture atte a tutelare le fasce più deboli, e in questo caso minori, possano diventare luoghi dove, se le accuse verranno confermate, si possano perpetrare simili nefandezze. Il comune di San Salvo che meritoriamente investe ogni anno due milioni di euro per il sociale, e che gestiva direttamente la struttura, ha svolto nel corso degli anni la doverosa azione di controllo nei confronti di chi operava all’interno di una struttura così delicata?

Quali sono stati i criteri di assunzione del personale operante in queste strutture?

Esiste un responsabile della struttura al quale si sia chiesto spiegazioni di tale situazione?

E’ possibile che nessuno si fosse accoro di nulla: psicologi, educatori presenti in struttura?

Se così fosse, sorgerebbe un lecito dubbio circa le capacità del personale operante in struttura? Pare di no. Il silenzio del Comune in tal proposito è assordante, anzi, il Sindaco Gabriele Marchese, oggi dimissionario, si è limitato in uno scarno comunicato stampa a difendere l’operato dei lavoratori della casa famiglia e di accusare di strumentalizzazione politiche le opposizioni. Sarà anche una strumentalizzazione politica, ma il rinvio a giudizio a oggi c’è stato! Come per personaggi ben più importanti a livello nazionale implicati in vicende simili ci si indigna e si grida allo scandalo; come mai in questo caso si registra solo un assordante silenzio?

Helene Benedetti

Informazioni sull'autore

Helene Benedetti è una giornalista in erba, Blogger, Reporter e VideoMaker, resistente ferrata, Agenda Rossa. Cofondatrice di Informare per Resistere Scrive per la testata giornalistica Reportonline.it Su decretino.it potrai seguire tutti i suoi articoli e le sue iniziative.

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