Testo e montaggio di Claudio Messora
Riprese di Helene Benedetti, Massimiliano Di Pillo e Antonio Di Carlo
Le donne che piacciono al Pdl non sono necessariamente tutte stupide. Possono anche essere scaltre ed opportuniste. L’importante è che abbiano labbra grosse, meglio se rifatte per aderire allo standard aziendale, che siano sufficientemente attraenti e che soprattutto siano servili, fisicamente oppure intellettualmente. La donna per il Pdl è merce. Può essere sfruttata per il proprio piacere personale, come un poggiapiedi, oppure usata per attrarre consenso, grazie all’immaginario che evoca nell’italico maschio (e in quelle italiche femmine che la vedono come un modello).
Sapreste fare il nome di una donna non particolarmente avvenente che occupa una posizione di rilievo nelpartito dell’amore? La Polverini è l’eccezione che conferma la regola.
Le donne che piacciono al Pdl sono quelle buone per il Bunga Bunga, oppure quelle buone per la foto sui santini elettorali. Talvolta le prime, se si impegnano e lavorano sodo – oppure se sanno troppo – passano di diritto nel gruppo delle seconde. Una volta “tenuto alto il morale del capo“ (come disse Berlusconi a Saccà) possono anche essere rese patrimonio dell’umanità, per “tenere alto il morale degli italiani“. I lapponi mi pare facciano qualcosa di simile: offrono la consorte al forestiero di passaggio.
Tutte le altre signorine, quelle senza il cartellino del prezzo, al Pdl non piacciono. Neppure se sono carine: a che serve infatti una “serva” che non “serve”?
Helene Benedetti e Lea del Greco non sono nella disponibilità di Silvio Berlusconi. Tantomeno in quella di Gasparri, che infatti non le riceve e neppure le fa avvicinare nel corso di un convegno pubblico dove chiunque è autorizzato a stringergli la mano e a presentargli i suoi più cari amici (minuto 6:58). Alle donne che piacciono al Pdl è sufficiente dire “Minetti” all’ingresso di Villa San Martino per entrare nella residenza privata nientemeno che del presidente del Consiglio. Viceversa, quelle che non piacciono al Pdl non possono neppure consegnare un foglio contenente dieci domande a un semplice ministro senza venire braccate, identificate, controllate a vista, spintonate, trattenute dietro a pesanti porte e trattate come criminali, esposte alla pubblica gogna.
Ci avevano provato già l’anno scorso, ci hanno riprovato quest’anno, nel corso di un convegno pubblico a Pescara, mentre l’associazione culturale Espressione Libre, che manifestava in nome della legalità, veniva relegata ad oltre un centinaio di metri di distanza. Come ebrei nel ghetto. Come appestati in quarantena. Gli adoratori di Mangano e Dell’Utri sul palco a raccogliere applausi, gli estimatori di Falcone e Borsellino confinati su un marciapiede lontano. Un paradosso? No: l’Italia di Berlusconi. Stesse facce del 2009, stesso trattamento, stesso risultato finale: le donne che non piacciono al Pdl sono pericolose eversive su cui uomini senza dignità agiscono con la forza nella totale mancanza di ogni forma di diritto.
Gasparri ha promesso che risponderà. Per aiutarlo a non dimenticarsene, pubblico sul mio blog (per non appesantire questo articolo) le dieci domande che le donne italiane (quelle che non piacciono al Pdl) fanno a lui e a tutto il Governo Berlusconi.
Grazie a Helene Benedetti, a Massimiliano Di Pillo e ad Antonio Di Carlo per le riprese
Di seguito le nostre 10 domande:
Senatore Gasparri,
- Pensa che le vicende che stanno interessando il nostro Presidente del Consiglio e gran parte degli esponenti del PDL siano compatibili con i valori fondanti del vostro Partito, quali, testualmente, “la dignità della persona, la centralità della famiglia, la responsabilità, l’uguaglianza, la giustizia e la legalità?
- Non pensa che il nostro Presidente del Consiglio con i suoi festini privati ad Arcore e con il teatrino del Bunga Bunga stia svilendo e denigrando la figura della donna, contribuendo a far radicare sempre più nel nostro Paese la cultura delle discriminazioni di genere e dell’assoggettamento della donna al potere maschile e, talvolta, maschilista?
- Non ritiene che i reiterati comportamenti del nostro Presidente del Consiglio siano quanto meno contrastanti con il dettato dell’art. 54 comma 2 della nostra Costituzione, che dispone che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”?
- Non pensa che sia vergognoso che persone prive di esperienza politica e che non hanno alle spalle alcun passato di militanza in un Partito siano scelte per ricoprire alti ruoli istituzionali, soltanto in virtù della loro avvenenza fisica o come corrispettivo di presunti favori sessuali resi o procacciati, come sembrerebbe emergere da alcune intercettazioni? Non crede che la selezione delle candidature dovrebbe avvenire sulla base di indiscusse capacità e competenze di tutt’altro genere?
- Se lei fosse una donna, si sentirebbe rappresentato dalle donne che siedono oggi in Parlamento o che ricoprono importanti incarichi istituzionali (come, ad esempio, la Consigliera Regionale Minetti?) e si riconoscerebbe nell’immagine che i mass media e, in particolare, alcune trasmissioni televisive ( come, ad esempio, il programma dal titolo “La Pupa e il Secchione”, cui hanno partecipato alcune delle ragazze nominate negli stralci delle intercettazioni riguardanti il nostro Premier) ci propinano quotidianamente della donna italiana?
- Non crede che la mercificazione del corpo delle donne in ambito politico, così come, del resto, la compravendita dei voti (magari per ottenere un fantomatico voto di fiducia al Governo) siano comportamenti deprecabili e disgustosi, che uno Stato civile, che si definisce “di diritto” e autenticamente democratico, dovrebbe aspramente condannare?
- Non pensa che il nostro Presidente del Consiglio dovrebbe evitare di attaccare quotidianamente l’operato della Magistratura, ma dovrebbe, al contrario, presentarsi in tribunale, come sono giustamente costretti a fare tutti i comuni cittadini, per dimostrare che i Politici non rappresentano una casta privilegiata, ma sono coloro che devono dare il “buon esempio” ed incarnare nel quotidiano i valori e gli ideali che professano a parole?
- Non pensa che le offese alle donne, agli immigrati e agli omosessuali, le barzellette razziste e sessiste, le bestemmie contestualizzate, le “arrampicate sugli specchi” degli ultimi mesi siano validi motivi per chiedere al nostro Presidente del Consiglio di dimettersi, per ridare dignità al fondamentale ruolo del “Politico”? Ma soprattutto, non crede che sia giunto il momento di riflettere anche da parte vostra sull’effettiva capacità del Governo Berlusconi di iniziare ad occuparsi una volta per tutte delle gravissime problematiche che affliggono il nostro Paese e la cui soluzione è divenuta ormai improcrastinabile?
- Non pensa che la recente condanna in secondo grado di Marcello Dell’Utri sia finalmente un valido motivo per esigerne le dimissioni?
- E’ ancora convinto che Salvatore Borsellino fosse disistimato dal fratello,come da lei pubblicamente affermato, in occasione del “Premio Paolo Borsellino”, tenutosi a Pescara il 2 novembre 2009?

















grazie a te per il tuo sdegno e la passione con cui provi a migliorare questo paese
grazie a te e a chi come te si batte con passione e coraggio. condivido ogni tua parola, la tua indignazione e la tua voglia di cambiare.
Ciao Helene,
devo dire che trovo molto interessanti i tuoi articoli,
pero’ mi dispiace contraddirti in merito all’articolo “Le donne che non piacciono al Pdl” quello che stai comunicando con il tuo articolo…è che le donne carine…o rifatte che siano.. non sono all’altezza di un posto di rilievo politico??? poi perdonami…vorrei proprio sapere cosa chiedete a questi politici del PDL perchè questi vi scansano come la peste…magari domandine irriverenti??? vabè cmq a parte questa parentesi ribadisco la stima. Baci